“C’è l’austerity, addio Dieta Mediterranea, calano gli acquisti dei prodotti della nostra cucina tradizionale” è solo uno dei titoli dei quotidiani apparsi negli ultimi tempi, a proposito dell’aumento dei generi alimentari, in particolare di pane e pasta.
Di contro abbiamo appreso la bella notizia, che la dieta mediterranea, già riconosciuta dalla FAO e dalla OMS come modello alimentare salutare, sostenibile e di qualità, è candidata a diventare “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” dall’UNESCO.
Inoltre, il Senato, all’unanimità, ha impegnato il nostro governo a svolgere tutte le azioni e le iniziative necessarie affinché tale obiettivo sia raggiunto.
L’Italia, e in particolare il Cilento, è stato il Paese che il fisiologo statunitense Ancel Keys prese a riferimento per codificare il regime alimentare diventato poi noto come Dieta Mediterranea.
L’inserimento della dieta mediterranea nel Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità può diventare per il Cilento e l’intera provincia di Salerno, è non solo, un occasione di grande notorietà, ma anche una grande opportunità di marketing per spingere i consumi verso un maggiore utilizzo di frutta e verdura, cardini della dieta mediterranea, con enormi vantaggi per l’economia agricola della nostra provincia.
Rilanciare la Dieta Mediterranea, è l’obiettivo principe che si è posta la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori di Salerno) con le azioni del progetto “Filiera corta -aziende CIA”
Tali azioni tendono ad orientare i consumi, nel rispetto dei sapori e del gusto, all’utilizzo in cucina di prodotti tipici e tradizionali del territorio, nel loro periodo di stagione.
Frutta e verdura di stagione: il commercio globale sembra avere abolito questo antico principio, proponendo alla nostra tavola prodotti checapovolgono la logica naturale del clima, perché provengono dal Sud del mondo (America del sud, Sud Africa e negli ultimi tempi anche estremo Oriente)
I messaggi pubblicitari tendono a far dimenticare a molti che le produzioni agricole sono fortemente legate alla stagionalità, la globalizzazione dei mercati contribuisce a determinare la falsa convinzione che si può trovare tutto in qualsiasi periodo dell’anno con la freschezza di stagione.
I consumatori devono conoscere e ricordare la stagionalità dei prodotti agricoli, perché rappresenta senza alcun dubbio un valore aggiunto per la freschezza e la salubrità.
La Campania ed in particolare la provincia di Salerno concorrono notevolmente al primato dell’Italia, che è il massimo produttore europeo di ortofrutta, e la sua terra è in grado di offrire in ogni periodo dell’anno una grande varietà di prodotti.
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