L'aumento dei prezzi, soprattutto degli alimentari, è una vera emergenza sociale, i rincari fanno tagliare i consumi a tavola degli Italiani.
Sarà colpa dei pochi soldi a disposizione, dei forti rincari dei prezzi oppure dell'incertezza per la situazione economica, che fa crescere la preoccupazione per il futuro, sta di fatto che gli Italiani hanno stretto la cinta a tavola nel 2007 e questa tendenza sembra consolidarsi ed ampliarsi nei primi 6 mesi del 2008. I rincari dei prodotti agro-alimentari il più delle volte non hanno alcuna motivazione, se non quella speculativa, derivata significativamente da una filiera troppo lunga.
Nell'ipotesi che si potrebbe definire "normale" il percorso è dal produttore, all'intermediario, al grossista, al mercato, al dettaglio. In media su un prodotto ortofrutticolo l'incidenza della fase produttiva, cioè il prezzo praticato dal produttore, è appena il 18-20% del prezzo di vendita al consumatore.
La produzione è pertanto altrettanto penalizzata, perché si è andata sempre più allargando la "forbice" tra i listini sui campi e quelli al dettaglio, per cui a pagare non sono solo i consumatori, alle prese con prezzi da capogiro, ma anche i produttori agricoli che vedono scendere in maniera forte i loro redditi.
Davanti al caro prezzi, cresce dunque, il numero di Italiani che scelgono di fare acquisti diretti presso le aziende agricole o presso i mercati dove gli agricoltori praticano la vendita diretta, il risparmio è addirittura del 35-40%.
FILIERA CORTA con Qualità e Risparmio, è l’obbiettivo che si è posto la Cia, per far incontrare i cittadini/produttori ed i cittadini/consumatori.
Base dell'incontro è quella di offrire al consumatore prodotti agricoli e zootecnici di qualità, sia freschi che trasformati, a prezzi bassi, inferiori a quelli del negozio e di consentire al produttore di vendere ad un prezzo superiore rispetto a quello che gli viene pagato dai commercianti o dalla GDO. Ulteriore obiettivo della Cia, è quello di promuovere, insieme ai comuni che li debbono istituire, i mercati contadini o farmer’s market, dove almeno quindicinalmente questo incontro produttori/consumatori diventi stabile. |